
All’indomani della Seconda guerra mondiale, la conquista più importante per le donne non fu, come spesso si ricorda, il diritto di votare, bensì quello di essere votate. Non si tratta di voler minimizzare i risultati raggiunti dalle donne di quegli anni. Al contrario. Si tratta di leggere quella storia con uno sguardo più ampio: è innegabile che il voto senza la possibilità di essere elette non avrebbe avuto lo stesso impatto né dal punto di vista giuridico-politico, né da quello simbolico. Lo avevano ben inteso le attiviste dell’Unione delle donne italiane (UDI): avevano inteso sin da subito che, per quanto importante, il diritto di votare più che un riconoscimento rivoluzionario, era un riconoscimento dovuto, impossibile da procrastinare ancora. Le donne, infatti, quella parità di voto se l’erano già conquistata sul campo: come gli uomini avevano lavorato nei campi e nelle fabbriche, per anni avevano portato avanti da sole interi nuclei familiari, spesso allargati, avevano preso parte, anche imbracciando le armi, alla lotta di liberazione nazionale. Vista da questa prospettiva la storia si tinge di colori diversi. Il diritto all’elettorato passivo a differenza di quello attivo arriva tre mesi prima delle elezioni costituenti: tre mesi per reclutare candidate femminili, tre mesi per rompere un muro di ostilità dentro i partiti, tre mesi per farsi conoscere agli elettori partendo non solo da una condizione di totale invisibilità, ma anche di sovrastanti pregiudizi in merito all’attitudine delle donne al governo e alla decisione pubblica, tre mesi per superare un divario costruito in millenni.Le madri costituenti furono 21 su 556 eletti: non “solo 21” come spesso si sente dire, ma “ben 21” tenuto conto delle difficoltà strutturali e temporali in cui la comunità femminile dovette prepararsi alle elezioni. Valutati gli ostacoli, infatti, la rappresentanza femminile in Costituente ha dell’eroico, mettendo in luce la tenacia di chi voleva che la Repubblica si inaugurasse davvero su basi di parità nuove, anche dal punto di vista del genere.È qui che comincia la nostra storia. La storia delle donne nella Costituzione. La storia della Costituzione delle donne.