
Il progetto nasce da un'idea semplice e radicale: sottrarre il quotidiano alla sua vocazione usa-e-getta e trasformarlo in opera d'arte. L'intuizione originaria era scenografica, pensata per un set fotografico, ma ha trovato la sua forma più compiuta attraverso una collaborazione inaspettata e preziosa.Tutto è nato dalla sinergia con i laboratori per anziani condotti dall’operatrice Roberta Vaccariello all'interno di una RSA. In quel contesto, il fare insieme ha permesso di convertire il tempo della cura in tempo creativo: gli ospiti della struttura hanno partecipato attivamente alla realizzazione delle opere, contribuendo alla fase di plissettatura della carta. Ogni piega è diventata così un gesto collettivo, un piccolo atto di comunità.L'ispirazione profonda è il valore della memoria: il giornale è per definizione il simbolo del presente che diventa subito passato, eppure qui viene piegato, lavorato, trasformato in qualcosa di durevole e bello. Mentre Roberta guidava gli anziani nella precisione manuale richiesta da bijoux e accessori, io ho progettato e costruito l'architettura degli abiti. La plissettatura è stata il filo conduttore che ha permesso a ciascuno di sentirsi parte di una creazione d'alta moda, valorizzando la manualità residua con dignità e orgoglio.Dal punto di vista tecnico, ogni pezzo è realizzato esclusivamente con carta di quotidiani e riviste. La scelta delle pagine non è mai casuale: i ritagli seguono accostamenti cromatici e testuali che esaltano le forme, e la tecnica del plissé a raggiera conferisce alla carta una rigidità strutturale sorprendente, simile a quella di un tessuto.C'è poi un legame più intimo, quasi simbolico, tra la carta di giornale e l'universo femminile che questo festival celebra. La carta è fragile, si strappa facilmente, sembra effimera. Eppure, se piegata con intelligenza e visione, diventa una struttura capace di sostenere volumi incredibili, di farsi armatura di bellezza. È l'immagine stessa della resilienza femminile: trasformare la fragilità in forza scenografica. In-cartiamoci è un invito a lasciarsi avvolgere dalla bellezza del recupero, di ciò che sembrava esaurito e invece, con cura e pazienza, si rivela solido e straordinario.